RSS

L’origine dell’italiano

Anche il latino di cui la lingua italiana è figlia, ha avuto a sua volta una matrice in una lingua antichissima, l’indoeuropeo di cui fanno parte, oltre al latino, le altre lingue italiche, il greco, le lingue iranico-indiane, quelle germaniche e quelle slave: esse, anche se lontane nel tempo e nello spazio, mantengono, soprattutto nel lessico ecidenti tracce del loro ceppo originario comune: la lingua indoeuropea.

Le lingue neolatine

L’italiano e le altre nove lingue moderne (portoghese, spagnolo, catalano, provenzale, francese, franco-provenzale, ladino, sardo, rumeno), sono lingue neolatine, e sono il risultato di un lungo processo evolutivo che ha come base comune il latino parlato dal popolo.

Inizialmente il latino era la lingua di alcune tribù indoeuropee che dopo essersi insidiate nel Lazio diedero origine alla città di Roma. In seguito però con l’affermarsi della potenza romana, il latino si diffuse sul territorio della penisola poi nelle regioni conquistate e assoggettate fino a diventare una lingua ufficiale in uso in tutta l’area del Mediterraneo.

Con la crisi la progressiva disgregazione impero, molte popolazioni che ne avevano fatto parte, come quelle dell’attuale Germania e Inghilterra e di tutta l’Europa orientale, ripresero a usare le loro lingue originarie, conservando tuttavia tracce evidenti di latino in numerose parole.

Nei territori dell’Europa occidentale invece, dove il processo di romanizzazione era stato più duraturo e profondo e l’uso della lingua più radicato, si continuò a parlare latino. Un latino ben diverso però che si mescolava progressivamente con le lingue dei popoli invasori di origine germanica e le parlate locali preesistent. Le lingue in uso nelle diverse regioni andarono incontro a graduali ma continue trasformazioni dando luogo così a lingue diverse e autonome, lingue neo latine.

La lingua latina classica tuttavia sopravvisse ancora per lungo tempo in ambiti più ristretti. In Italia il latino rimase per molti secoli l’unica lingua scritta e fino al settecento fu considerato una lingua specifica degli studi e della cultura Infine fu usato nella liturgia cattolica fino al concilio Vaticano II. Le parole derivate dal latino oltre il 70% delle lessico italiano sono confluite nella nostra lingua in tempi e modi diversi e possono quindi essere suddivise in due gruppi. Gran parte delle parole provengono dal latino volgare quello cioè parlato dal popolo e si sono trasmesse per via popolari e sempre state usate senza alcuna interruzione e dal latino sono giunti fino a noi.

Esse formano il cosiddetto fondo latino ereditario e fanno parte del lessico fondamentale dell’italiano che tutti gli strati della popolazione conoscono e usano abitualmente. Nel passaggio dal latino all’italiano si sono verificate alcune trasformazioni

Le parole d’uso comune che si sono trasmesse per via popolare hanno mantenuto in genere il loro significato originario ma hanno spesso subito delle trasformazioni fonetiche. I nomi italiani sono derivati dal caso dell’accusativo, cioè dalla forma latina della parola che indicava il complemento oggetto e in questa forma sono citati negli esempi.

viam via
Amicum amico
Mensem mese
Siciliam Sicilia
Patrem padre

Annunci
 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: